Sugo

di Elisa Campaci

“Il mio corpo prende spazio, i miei capelli, i miei peli crescono. Non taglio via niente.”
Una narrazione polifonica da cui si alzano le voci delle ragazze che hanno smascherato la trama di consuetudini sottintese che resiste nella società e che punta al loro controllo, almeno alla moderazione. Il loro ‘no’ è forte e chiaro, rivendicano il diritto di essere inopportune, di dare fastidio, nel solco di autrici come Annie Ernaux, Elena Ferrante, Hélène Cixous.

Disponibile anche in E-Book

€5.99 – €13.00

Autrice

Elisa Campaci

ISBN

978-88-99207-83-0

Numero Pagine

120

Genere

Narrativa letteraria

Formato di stampa

13.5×21 cm

Formato d’acquisto

Cartaceo, E-book (epub, mobi, azw3)

In copertina

In copertina il viso di una giovane donna disegnato da Paola Patrizi: la bocca è spalancata in un grido dirompente che le fa strizzare gli occhi, stravolgendo i lineamenti. Scarabocchi neri tracciano un’aureola, una lacrima, piccole ali ma il risultato è farsesco perché la ragazza è ormai troppo lontana dall’immagine di un angelo, docile e rassicurante. Il suo urlo è il rifiuto definitivo dell’addomesticamento, è l’affermazione di una voce che si fa spazio, politica, inopportuna.

Descrizione

C’è una generazione di giovani donne che ha fatto tutto bene. Ha studiato, paga l’affitto, conosce il desiderio, costruisce ciò che vuole essere, eppure sa che qualcosa resta sottratto, inarrivabile. Si chiede perché. La polifonia femminile di queste storie, che si cuciono in un’unica narrazione circolare, rifiuta di essere accomodante, compiacente. Le ragazze hanno capito la libertà e hanno smascherato la trama di consuetudini sottintese che resiste nella società e che punta al loro controllo, almeno alla moderazione.
Elisa Campaci rivendica il diritto di essere inopportuna, di dare fastidio, di sfidare l’ipocrisia del presente, nel solco di autrici come Annie Ernaux, Elena Ferrante, Hélène Cixous.

Recensioni

3 reviews for Sugo

  1. Chiara Palumbo, Brain storming culturale –

    Campaci usa la narrativa per dire la verità.
    (Chiara Palumbo, Brain storming culturale)

  2. Deborah, La stamberga d’inchiostro –

    Lo stile di scrittura di Elisa è diretto e incisivo; l’autrice non ha paura di affrontare temi scomodi attraverso una narrazione che invita il lettore a interrogarsi sui meccanismi culturali che ruotano attorno ai rapporti di potere, il desiderio e l’identità.
    (Deborah, La stamberga d’inchiostro)

  3. polepole, Zebuk –

    È il momento di sfidare l’ipocrisia e essere libere di non essere più compiacenti e accomodanti.
    (polepole, Zebuk)

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Sugo

di Elisa Campaci

“Il mio corpo prende spazio, i miei capelli, i miei peli crescono. Non taglio via niente.”
Una narrazione polifonica da cui si alzano le voci delle ragazze che hanno smascherato la trama di consuetudini sottintese che resiste nella società e che punta al loro controllo, almeno alla moderazione. Il loro ‘no’ è forte e chiaro, rivendicano il diritto di essere inopportune, di dare fastidio, nel solco di autrici come Annie Ernaux, Elena Ferrante, Hélène Cixous.

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Autrice

Elisa Campaci

ISBN

978-88-99207-83-0

Numero Pagine

120

Genere

Narrativa letteraria

Formato di stampa

13.5×21 cm

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Cartaceo, E-book (epub, mobi, azw3)

In copertina

In copertina il viso di una giovane donna disegnato da Paola Patrizi: la bocca è spalancata in un grido dirompente che le fa strizzare gli occhi, stravolgendo i lineamenti. Scarabocchi neri tracciano un’aureola, una lacrima, piccole ali ma il risultato è farsesco perché la ragazza è ormai troppo lontana dall’immagine di un angelo, docile e rassicurante. Il suo urlo è il rifiuto definitivo dell’addomesticamento, è l’affermazione di una voce che si fa spazio, politica, inopportuna.

€5.99 – €13.00

Descrizione

C’è una generazione di giovani donne che ha fatto tutto bene. Ha studiato, paga l’affitto, conosce il desiderio, costruisce ciò che vuole essere, eppure sa che qualcosa resta sottratto, inarrivabile. Si chiede perché. La polifonia femminile di queste storie, che si cuciono in un’unica narrazione circolare, rifiuta di essere accomodante, compiacente. Le ragazze hanno capito la libertà e hanno smascherato la trama di consuetudini sottintese che resiste nella società e che punta al loro controllo, almeno alla moderazione.
Elisa Campaci rivendica il diritto di essere inopportuna, di dare fastidio, di sfidare l’ipocrisia del presente, nel solco di autrici come Annie Ernaux, Elena Ferrante, Hélène Cixous.

Recensioni

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  1. Chiara Palumbo, Brain storming culturale –

    Campaci usa la narrativa per dire la verità.
    (Chiara Palumbo, Brain storming culturale)

  2. Deborah, La stamberga d’inchiostro –

    Lo stile di scrittura di Elisa è diretto e incisivo; l’autrice non ha paura di affrontare temi scomodi attraverso una narrazione che invita il lettore a interrogarsi sui meccanismi culturali che ruotano attorno ai rapporti di potere, il desiderio e l’identità.
    (Deborah, La stamberga d’inchiostro)

  3. polepole, Zebuk –

    È il momento di sfidare l’ipocrisia e essere libere di non essere più compiacenti e accomodanti.
    (polepole, Zebuk)

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